Io conosco poche persone a Torino ma mi sembra che mettano passione nel loro mestiere

Raniere Menezes, è nato a Pescheira, un villaggio nello stato di Pernambuco, nel nord est del Brasile. Ha 30 anni, e parla portoghese, inglese ed italiano. In Italia ci è arrivato quasi per caso nel 2019 quando era ancora dottorando: il suo tutor in brasile aveva dei contatti con un docente dell’università di Torino interessato al suo progetto di tesi. Dopo essersi laureato in Fisica, presso l’Università di Pernambuco, decide di trasferirsi nella città di San Paolo del Brasile, per frequentare prima un Mater in astronomia e poi un Dottorato di quattro anni di cui uno svolto, appunto, presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino.

Raniere ci spiega che in Brasile c’è una fortissima disuguaglianza socioeconomica e i finanziamenti per la ricerca sono concentrati nelle poche grandi città. San Paolo ha una delle più grandi e prestigiose università del paese, tuttavia chi svolge un dottorato lì, difficilmente riesce ad ottenere un post dottorato. Da qui la sua scelta di puntare sull’Italia, più precisamente su UniTo dove quest’anno ha vinto un assegno di ricerca di due anni.

Appena arrivato in Italia nel 2019, Raniere non conosceva la lingua italiana, ma ci racconta che:” Con l’italiano succede qualcosa di diverso se confrontato con l’inglese, l’inglese era stancante, l’italiano è più simile al portoghese ed è musicale: mi piace!

L’ho imparato un po’ su internet e principalmente attraverso le canzoni italiane, soprattutto ascoltando Lucio Dalla, di cui traducevo le canzoni!”.

Oggi che parla meglio l’italiano, vorrebbe partecipare attivamente alla divulgazione scientifica lavorando con enti come l’Osservatorio Astronomico di Pino Torinese: “vorrei partecipare ed interagire con chi non conosce l’astronomia: in Brasile a San Paolo c’è un Progetto che si chiama “Noite com as estrelas”, Notte con le Stelle, con cui una volta al mese portiamo il pubblico a vedere le stelle spiegandogliele!”

Ci racconta che ciò che più lo ha colpito dell’Italia è la grande passione che qui si ha nel lavoro:” Non so se è Torino o l’Italia, io conosco poche persone a Torino ma mi sembra che abbiano un piacere nel mestiere: chi fa la pizza, cerca di fare la migliore pizza, lavorano con passione e così anche gli altri: il panettiere, il ricercatore…!”

L’unico aspetto negativo è che in generale in Europa si fuma troppo e quasi ovunque! Non andrebbe però altrove: nel futuro spera di poter continuare le sue ricerche in Italia o al massimo tornare in Brasile per fare il professore.

La sua famiglia gli manca, ma più di tutto è il cibo del suo paese a mancargli: la faijoada (fagioli neri con carne di maiale, riso e farina di manioca), il churrasco (grigliata mista di carne marinata)…