Perché è importante la ricerca nel campo della didattica della matematica?

La matematica oltre ad essere una disciplina scientifica, è il linguaggio della scienza. Ma la matematica è ovunque anche nella vita quotidiana. Ci accompagna mentre facciamo spesa, nella gestione delle nostre finanze e risparmi, nella pianificazione delle attività che vogliamo svolgere, nel comprendere il debito pubblico di un paese o fenomeni sociali, politici o ambientali attraverso i dati. Dovremmo essere tuttƏ molto bravƏ nella materia, ci converrebbe esserlo, ma al contrario è considerata una materia complessa non alla portata di tuttƏ. Sin da bambinƏ si sviluppano sentimenti negativi nei confronti della disciplina che possono trasformarsi in ciò che viene definita ansia della matematica. Un disturbo d’ansia diffuso in tutto il mondo e fasce d’età che varia da un sentimento di lieve preoccupazione, ad un’esperienza di vera e propria paura. Interferisce con la gestione dei numeri e la risoluzione dei problemi sia in ambito scolastico – dove le scarse prestazioni scolastiche portano a convincersi di non essere in grado di comprenderla – che nella vita quotidiana dove gestire calcoli in poco tempo diventa estremamente difficile. Ansia che è maggiormente diffusa nelle persone di genere femminile e non per minori capacità matematiche, ma per aver incorporato lo stereotipo sociale per cui la matematica è una disciplina prettamente maschile.

Molti sono gli studi volti a comprendere tale fenomeno la cui soluzione sembra essere molto chiara: cambiare il modo in cui si insegna la matematica. Insegnanti hanno un ruolo centrale nello sviluppo di solide competenze matematiche di base in modo che studentƏ possano sviluppare sicurezza e non paura, e sbagliare senza spaventarsi. Secondo Loris però, conoscere bene una disciplina non vuol dire saperla insegnare perché “il punto sta nel saper trasmettere quello che si sa alle nuove generazioni, anche adattandosi ad esse”. Infatti, l’insegnamento non dipende solo dall’esperienza e le conoscenze, ma anche da corsi, linee guida e manuali che sono il frutto della ricerca nel campo della Didattica della Matematica. Ma cosa si intende per didattica?

Un tempo definita come l’arte dell’insegnamento di tutto a tuttƏ, la didattica è quel ramo che si occupa di studiare i diversi modi in cui l’insegnamento conduce all’apprendimento, e pone le sue basi nella linguistica, l’epistemologia, la psicologia e la pedagogia. Infatti, quella che viene definita la situazione di apprendimento, non è solamente collegata all’atto di insegnare, ma anche alla relazione che viene a crearsi tra alunnƏ e insegnanti dove quest’ultimƏ devono comprendere l’eterogeneità di una classe e i bisogni individuali di ciascunƏ. Il fine ultimo? Determinare all’interno dell’ambiente scolastico, una costruzione attiva e inclusiva del sapere indipendente da difficoltà e differenze e che risponda alle esigenze ogni studentƏ, soprattutto coloro che hanno bisogni educativi speciali.

La didattica della matematica ne fa parte ed è un campo di ricerca e analisi interdisciplinare che mira a una migliore comprensione dei processi alla base dell’acquisizione delle conoscenze matematiche, e a migliorare le pratiche dell’insegnamento e apprendimento nelle scuole. Secondo le ricerche più recenti l’approccio utilizzato finora in Italia, basato su formulari e tecniche mnemoniche, ha diversi limiti. È inefficace soprattutto nel momento in cui aspetti affettivi o metacognitivi di studentƏ non vengono compresi, ed è nei confronti di quest’ultimƏ che la ricerca in didattica è importante. Fa sì che una lezione sia allo stesso modo inclusiva per studentƏ con capacità matematiche nella norma, per coloro che hanno difficoltà nell’apprendimento matematico come la discalculia e per persone con disabilità, di qualsiasi tipo. In questi ultimi casi l’utilizzo delle nuove tecnologie è essenziale.

Secondo la ricerca, l’insegnante ha bisogno di molteplici e flessibili strumenti nell’organizzazione del processo di insegnamento e apprendimento della matematica. Alcuni di questi sono gli artefatti, o il materiale didattico più in generale, il cui potenziale didattico è definito dalla Teoria della Mediazione Semiotica. Qui, il ruolo dell’insegnante sta proprio nella mediazione semiotica che consiste nella comprensione di un concetto matematico attraverso l’utilizzo di uno strumento. Oltre a questi, vi sono diversi modelli e tecniche tuttavia, nella costruzione di tale bagaglio, è importante il dialogo tra università e scuola e quindi tra la ricerca e la pratica didattica. Inoltre, la matematica è stata per molto considerata una disciplina culturalmente neutra. Una convinzione che si è trasformata in un tabù e che la ricerca nel campo dell’etnomatematica cerca di decostruire studiando le idee matematiche presenti nelle diverse culture.

La ricerca nel campo della Didattica della Matematica è quindi uno strumento al servizio, in primo luogo, di insegnanti ed è essenziale per la realizzazione di percorsi didattici innovativi e alternativi alla didattica frontale, che favoriscano un apprendimento autonomo, flessibile, motivato per ciascun studentƏ. E chissà quali altre evoluzioni vi saranno nella ricerca con l’utilizzo dell’IA.

Per approfondire, vi consigliamo la lettura dei seguenti articoli che affrontano i temi in maniera più dettagliata: